Guida pratica al sabotaggio dell’esistenza, di Roberto Mandracchia

Al pro­tag­o­nista di Guida prat­ica al sab­o­tag­gio dell’esistenza restano da vivere solo nove giorni. In una Agri­gento che è ‹‹un posacenere colmo di cic­che›› la sua vita non sem­bra nient’altro che una catena di sant’Antonio di situ­azioni trau­matiche: il suo deside­rio estremo per Marta, l’eroina, l’amicizia sca­dente di Gero, il suo men­tore tossico detto il Puparo, un cat­e­chista che con­tinua a molestarlo, un padre ses­suo­mane che non vuole per nulla al mondo pen­tirsi di ‹‹averlo erut­tato dai suoi coglioni››, e una madre depressa e rinchiusa dopo aver ten­tato di annegarsi nella Coca-Cola.

Questa guida prat­ica è però soprat­tutto, anzi sola­mente un libro d’amore: dila­ni­ato, dis­san­guato dall’amore folle e con­trol­lato, deli­rante e casto del pro­tag­o­nista per la sua Marta. Sì, certo, c’è anche altro; ritro­vi­amo ad esem­pio l’eroina, così come nel recente Devozione di Antonella Lattanzi.

Ma è pro­prio Marta il per­son­ag­gio ango­lare della sto­ria: sfuggente e sag­gia, soli­taria e vitale, rimasta orfana per mano della Mafia e nichilista; una gio­vane donna che sab­ota ogni cog­nizione di nor­mal­ità dell’esistenza da parte del nos­tro uomo.

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28/07/2010

Devozione, di Antonella Lattanzi

La fuga rocam­bo­lesca di una cop­pia di gio­vani fidan­zati, tra le vie di un’afosa San Lorenzo, a bordo di una cinque­cento sgangher­ata con l’adesivo di Zeni­gata sul lunotto pos­te­ri­ore, potrebbe pure sem­brare com­ica se non ci si accorgesse subito che c’è poco da rid­ere: Nikita e Pablo, seris­simi e in piena crisi di asti­nenza, non stanno scap­pando da nes­suno ma sono alla ricerca spas­mod­ica di una dose di eroina.

Inizia così Devozione, il bel romanzo d’esordio di Antonella Lat­tanzi, e pro­prio la ricerca di eroina, insieme a un attac­ca­mento vis­cerale alla vita da parte dei due pro­tag­o­nisti, che è poi il vero tema del libro, sarà una costante. «Il quartiere San Lorenzo si sro­tola accanto a loro, la strada diss­es­tata, qualche albero, gli stu­denti in motorino o a piedi, i gab­biani che volano bassi e ven­gono da un mare sem­pre troppo lontano».

Non poteva essere altri­menti. Pablo, uno stu­dente fuori corso con pochi mezzi, e Nikita, una ragazza bene sfug­gita al con­trollo della famiglia con una logo­rante vita di strada alle spalle, lo vogliono avvic­inare il pro­prio mare e per questo cer­cano di sis­temarsi ten­tando l’improbabile rapi­mento di una francesina sban­data che, per farsi accettare, mil­lanta grandi ric­chezze con cui potrebbe for­ag­giare i nuovi amici.

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28/07/2010

Incontro: Devozione, romanzo d’esordio di Antonella Lattanzi

Ven­erdì 11 giugno alle ore 19,  presso la b>gallery, piazza di S. Cecilia 16 (traste­vere), ci sarà la pre­sen­tazione di Devozione (Ein­audi 2010), romanzo d’esordio di Antonella Lattanzi.

Inter­ver­ranno Dora Albanese e Vit­to­rio Castelnuovo .

Vi aspet­ti­amo numerosi

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09/06/2010

Ho rubato la pioggia, di Elisa Ruotolo

Tre sto­rie, tre rac­conti lunghi, ani­mano il libro d’esordio di Elisa Ruo­tolo: Ho rubato la piog­gia.

I pro­tag­o­nisti vivono in una provin­cia cam­pana fatta di strani mestieri e antiche super­stizioni, immo­bile ma sot­ter­ranea­mente bruli­cante, in cui il futuro non è che la mossa senza appello del destino.

C’è Fed­erico un ragazzo che, da quando per neces­sità è diven­tato tito­lare dell’Aquila Nera, non ha più smesso di seg­nare, mer­i­tan­dosi così il sopran­nome di “Molto Leggenda”; ma non appena un osser­va­tore lo selezion­erà per il grande salto finirà ama­ra­mente per perdersi.

C’è poi Maria: il figlio Mat­teo a nove anni è spar­ito nel nulla e dopo poco anche il mar­ito se n’è andato senza una parola. L’ha las­ci­ata sola con le due cog­nate zitelle e ora lei se ne va a Napoli a vendere l’oro di con­tra­b­bando come faceva sua nonna.

Infine c’è una famiglia par­ti­co­lare: un ragazz­ino che, da quando la madre è andata via, vive con il padre e con Sil­via, la ragazza delle pulizie che un bel giorno si è sta­bilita in casa sua; inoltre c’è Cesare, l’amico di famiglia che non parla mai e che si innamor­erà seg­re­ta­mente pro­prio di Silvia.

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08/06/2010

L’Occhio di Porco, intervista a Piero Calò

Colleziona penne, scrive solo a mano e rin­nega il com­puter. Di orig­ine pugliese, emi­grato (come dice lui) a Torino, Pietro Calò è uno scrit­tore esor­di­ente che Lumi­nol ha incon­trato al 23° Salone Inter­nazionale del Libro.

L’Appuntamento è allo stand della tori­nese Instar Libri ma causa sovraf­fol­la­mento ci spos­ti­amo fuori, nel sole che ha accom­pa­g­nato la rassegna sabauda. Così l’autore di L’occhio di Porco, men­tre risponde fuma, e men­tre fuma, ci rac­conta il libro, il lavoro di edit­ing, e cosa pensa sia la letteratura.

Com­in­ci­amo dalla fine. Come sei arrivato alla pubblicazione?

Intanto sono sopravvis­suto agli anni 80. Ho com­in­ci­ato scrivendo un sag­gio sulla pornografia a 24 anni. Poi ho scritto questo romanzo e l’ho mandato alle case editrici. Ho rice­vuto tutte risposte neg­a­tive meno due. Una era Instar, la casa editrice che mi ha pubblicato.

Il tuo romanzo è un giallo?

In realtà è un finto giallo. Per­ché si risolve prima della fine. Quindi c’è tutta la parte finale che non è fun­zionale alla trama, ma che è stato deciso di lasciare.

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04/06/2010