[THE SLEEPERS] – racconti tra sogno e veglia – AA.VV.

Devo dire che mi sono avvi­c­i­nato a questa rac­colta con notevoli aspet­ta­tive. D’altronde quando ho letto in quarta di cop­er­tina “dician­nove autori affrontano a occhi aperti il viag­gio che nor­mal­mente ci vede addor­men­tati” come avrei potuto non entu­si­as­marmi? In effetti è un prog­etto ambizioso, nato da un blog, che ha una visione obli­qua, trasver­sale, che abbrac­cia una certa vari­età di sfu­ma­ture e di stili. Dalla let­tura si evince che il sonno non è tempo perso, but­tato, dimen­ti­cato, ma una soglia da var­care per entrare nel dominio di una coscienza che non perde con­sis­tenza e ne fa un luogo cre­ativo: scan­daloso per­ché seg­reto, dolce per­ché intimo, ines­plorato e per questo peri­coloso. Il libro rical­cando la strut­tura su basi sci­en­ti­fiche del sonno è diviso in due Fasi: la prima com­prende i quat­tro stadi NREM (sonno inat­tivo o orto­dosso) sospen­sione, perdita, immer­sione, pro­fon­dità. La sec­onda Fase com­prende la fase REM (sonno attivo o para­dosso) che si intermpone fra le fasi del sogno NREM e l’ultimo sta­dio che è lo sta­dio W (veg­lia) pre­senza. Anche se la dis­po­sizione dei rac­conti ricalca il topos let­ter­ario clas­sico del viag­gio, in questo caso dal sonno alla veg­lia, la scelta strut­turale appare arti­fi­ciosa, meglio sarebbe stato, forse, non dividerli affatto, vista la pre­messa che la veg­lia è uno sta­dio del sonno che riv­ela la ricerca di un dual­ismo diverso. L’impressione com­p­lessiva è che la grande vari­età finisce per far perdere tal­volta com­pat­tezza alla rac­colta, e, in questa direzione, la scelta di qualche rac­conto appare un poco forzata. Questo non entra chiara­mente nel mer­ito della qual­ità dei rac­conti di cui ten­terò un anal­isi ricog­ni­tiva post-sveglia, cer­cando di recu­per­arne le sen­sazioni emo­tive e stilis­tiche come fos­sero delle rem­i­nescenze del sogno. Uno fra i più rius­citi è senza dub­bio quello di Irene Chias, Fim­mina Stur­duta. La Chias ha una lin­gua che crea immag­ini forti, e dei per­son­aggi cred­i­bili, con un finale che, in sole due righe, toglie il fiato. Angolo D’ombra, la sto­ria di Sophie, ragazza uscita dal coma, che solo in sonno riesce a riv­i­vere i momenti del giorno dell’incidente, è invece il rac­conto di Luca Arti­oli. Molta paratassi, frasi brevi, fre­quenti andate a capo, dialoghi scarni, una tenuta nar­ra­tiva costante. Un pas­sato di lotta polit­ica si riaf­fac­cia poi improvviso nella vita del pro­tag­o­nista del rac­conto di Mario Capello, La qual­ità del sonno, a toglier­gli il piacere di chi­ud­ere gli occhi. Gian­luca Morozzi è ancora una volta, arguto e diver­tente. Mescola diver­tito alto e basso, immag­ini e reg­istri; il suo Uno di due si legge con un sor­riso costante stam­pato sulla fac­cia. In Dor­mono senza saperlo di Eleonora Lom­bardo si rac­conta la forzata resistenza al sonno di una veg­lia fune­bre. L’univero delle pos­si­bil­ità inespresse, in un pae­sag­gio cir­costante che si dis­trugge è dis­eg­nato in Altrove di Simona Sparaco; un monol­ogo inte­ri­ore dal lin­guag­gio ricer­cata­mente invo­luto. Gabriele Dadati è dotato di una lin­gua raf­fi­nata. Densa di immag­ini, la sua scrit­tura a volte non è par­ti­co­lar­mente musi­cale; il suo Stazione di cam­bio tut­tavia è davvero ben scritto. Una soli­tu­dine vis­suta come inca­pac­ità di lib­er­arsi, è invece quella che vive il pro­tag­o­nista del rac­conto di Giuseppe Sig­norin, Senza Uscita. Il senso d’angoscia è dato da una pun­teggiatura fre­quen­tis­sima: soprat­tutto vir­gole che spez­zano le frasi in gruppi di una o due parole. Qui siamo tutti svegli scritto da Ilaria l. Sil­vuni, una delle cura­trici della rac­colta, tes­ti­mo­nia poi un rap­porto mor­boso di due gemelli, legati dalla paura di chi­ud­ere gli occhi, di abban­donarsi al buio. La nar­razione prin­ci­pale viene pun­teggiata da alcuni cor­sivi di con­sulti medici della madre dei gemelli, che forse spie­gano troppo. Leg­gerlo senza di questi, potrebbe anche essere una prova curiosa da fare. Teso e cen­trato, davvero orig­i­nale infine, il rac­conto di Misia Donati, La strate­gia del sonno, rac­conta l’azione di lotta svolta da un gruppo di anar­chici, aut­ofil­ma­tisi, che viene inserita in una piattaforma web, con tanto di speci­fiche tec­niche. Un ottimo modo per finire la rac­colta che userò, non me ne voglia la Donati, anche per chi­ud­ere questo testo.

Note edi­to­ri­ali
Azimut 2008 (Ex-aggero)
pp. 217
€ 12,50
ISBN: 978–88-60–03081-8

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Filippo Nicosia

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04 2009

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