Splendido Splendente – Ivan Guerrerio

Camogli. Estate 1978. Una ragazza moz­zafi­ato esce dall’acqua e cam­mina fra i bag­nanti. Intorno a lei un pae­sag­gio bal­n­eare fatto di famiglie, di vil­leg­giatura nell’Italia cat­tolica e popo­lare, che odora di cibo e pudore. Il suo ancheg­giare deter­mina lo scom­piglio delle pul­sioni, con­voca squadre di pas­sioni nascoste e bru­cianti. Lei è Anna Moana Rosa Pozzi, per tutti sem­plice­mente Moana. In quella spi­ag­gia c’è anche Marzio Milani, stu­dente liceale di Milano. I due si conoscono. Fra loro pochi e furtivi rap­porti ses­su­ali, qualche tenerezza. Poi c’è Moana. Inar­resta­bile e dis­in­volta, fin da gio­vane, che fagocita e rig­ur­gita tutto, las­ciando su tutto il segno. Su quel ragazzo rimane una trac­cia indelebile. Attra­verso la sua voce e i suoi occhi Ivan Guer­re­rio segue la vicenda pub­blica della pornos­tar, mescolando fatti di cronaca e cul­tura popo­lare. Cor­rono famelici gli anni Ottanta, Marzio Milani, social­ista, impren­di­tore nel set­tore dei giochi di soci­età, non perde i con­tatti con l’attrice, a volte si sentono per tele­fono, si scam­biano qualche let­tera. Moana si sta­bilisce a Roma, ma la sua car­ri­era non decolla, solo com­parse, pic­coli ruoli nei film di Ver­done, Risi, anche Fellini le affida un cam­meo in Gin­ger e Fred. Poi la svolta hard. Nel 1982 nell’unico cin­ema di Ovada, paese natale di Moana, viene proi­et­tato Valentina, ragazza in calore il suo primo film da pro­tag­o­nista. Marzio Milani è lì, per ved­erla. La celebrità arriva gra­zie all’incontro con Ric­cardo Schic­chi, pio­niere del porno in Italia. Poi la tele­vi­sione, gli incon­tri seg­reti con per­son­aggi pub­blici: cal­ci­a­tori, attori, fino alla chi­ac­chier­ata ami­cizia con il “Seg­re­tario” del PSI. Guer­re­rio scrive di un’Italia bam­bina, durante gli anni d’oro, nutrita a repri­mende, tan­genti, prediche domeni­cali, e tele­vi­sione com­m­mer­ciale. Un paese sdoppi­ato, con due anime inc­on­cil­i­a­bili, che lo con­dan­nano a eterno gia­rdino provin­ciale. Così c’è Moana negli occhi dell’Italia intera, nei cin­ema porno, nelle cas­sette, sbranata dalla soci­età ben­pen­sante, sfrut­tata dalle case di pro­duzione di film hard, sbat­tuta nel mondo can­ni­bale della polit­ica, e Moana nelle parole di Marzio Milani, prive di giudizio, dove si con­serva la nos­tal­gia di lei ragazza. Un rac­conto ined­ito della pornos­tar, che mette al cen­tro la sua voglia di amare e di essere amata, di accettare le sfide, di rimanere anche pro­fon­da­mente sola, sem­pre al con­tempo inter­prete e vit­tima di quella che, mutuando Pasolini, potremmo definire una “dis­per­ata vital­ità”. Nel 1994, a soli 33 anni, il corpo di Moana si spegne in una clin­ica di recu­pero a Lione. Sem­bra incar­nare il corpo volut­tu­oso di un paese dila­ni­ato. Per l’Italia sono gli ultimi giorni di benessere dif­fuso, di spen­sier­atezza. Con lei se ne va tutto, la Milano mus­co­lare del nar­ra­tore, l’Italia che ha smesso di essere spen­sier­ata e cia­r­liera e fa i conti con i suoi scheletri e suoi fan­tasmi. Come un diario pri­vato, intimo, Splen­dido Splen­dente si legge d’un fiato. L’emotività è dis­sim­u­lata da una scrit­tura piana, priva di enfasi. I peri­odi lunghi, senza segni di inter­pun­zione, se si fa eccezione per i punti che chi­udono ogni para­grafo, ricor­dano le “lasse” de Gli invis­i­bili del concit­tadino Nanni Balestrini. Vinci­tore del Pre­mio Calvino 2009, Splen­dido Splen­dente è un romanzo d’esordio che las­cia il segno, spi­azza e appas­siona. E Guer­re­rio, classe ’63, un esor­di­ente di cui sen­tiremo parlare.

Note biogra­fiche
Ivan Guer­re­rio, nato nel 1963, vive e lavora a Milano. Ha pub­bli­cato il rac­conto Sangue per la can­dida neve di marzo dell’antologia Mec­cano, Arpanet 2004. Splen­dido splen­dente è il suo primo romanzo.

Note edi­to­ri­ali
Agen­zia X 2009
pp. 112
€ 12,00
ISBN: 978–88-95–02926-9

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Splen­dido Splen­dente – Ivan Guer­re­rio, 4.3 out of 5 based on 4 ratings

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Filippo Nicosia

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05 2009

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