ValeANA – Martita Fardin

ValeANA, romanzo con cui Elliot inau­gura la sua nuova col­lana Heroes curata da Mas­si­m­il­iano Gov­erni, è già una sto­ria che si rac­conta a par­tire dalla sua cop­er­tina ad opera di Mau­r­izio Cec­cato. E anche l’incipit è felice, con un’austera figura di nonna, trat­teggiata nel suo dialetto laghè e nelle immag­ini legate al corpo di Cristo. La lente, nel libro di Mar­tita Fardin è in direzione della famiglia. Una lente che mette a nudo i diversi per­son­aggi, li priva della loro aura di sfav­il­lante desider­abil­ità con nat­u­ralezza e voce sin­cera; come per la cug­ina Clarissa, col suo entu­si­asmo da par­v­enue e il suo lin­guag­gio finto-sostenuto. La scrit­tura si ampli­fica a onde con­cen­triche, come quando si tocca la super­fi­cie di un lago con un dito. La voce della pro­tag­o­nista ama sof­fer­marsi più volte sui diversi marchi dei vestiti, con un tono tutto suo. Siamo lon­tani dal logo onto­logico alla Bret Eas­ton Ellis ma anche dall’autoreferenzialità plas­ti­fi­cata di certi romanzi gio­vanilisti ital­iani. Si nom­ina la marca come con­sue­tu­dine, è l’acquea rou­tine borgh­ese di ogni giorno, densa di cose, di capi appunto e di sfi­late pub­bliche e pri­vate. ValeANA si sviluppa con un pro­prio ritmo, è un romanzo imbastito di capi­toli brevi, quasi auto­suf­fi­ci­enti. La madre che prat­ica il park­our, uno sport “per evitare gli osta­coli” o “per affrontarli”, un padre tra­volto dal suo lavoro; la sto­ria si fa anche invadere dal pas­sato: una vec­chia casa in ven­dita evoca il ricordo della nonna, ma è un pas­sato che sem­bra aneste­tiz­zato. Inter­es­sante è inoltre la forma con cui l’autrice rifugge la via facile dell’aggettivazione sul cibo; solo di tanto in tanto, inserisce qualche ter­mine nel corpo del testo, come un innesco, ma di fredda e abile teatral­ità. Figura cer­ta­mente cen­trale è poi quella della madre, una donna insi­cura, bam­bina (si ritrova a cantare con la figlia la can­zone del film Aladin), dall’esuberanza fasulla, forzata. A un certo punto della sto­ria ValeANA e i suoi gen­i­tori si con­ce­dono un week end a Eurodis­ney, meta che già di per sé è finzione (e che per alcuni aspetti echeg­gia il Magic King­dom di Stan­ley Elkin), e che infatti si riv­ela “un campo d’ansia”, l’ennesimo non-luogo dove madre e figlia si trovano “senza nes­sun con­tatto, se non stoffa con­tro stoffa”, un momento dilatato di ten­sione, inespres­siv­ità, colmo di sor­risi finti e tirati. Un ruolo potente e assieme ambiguo lo recitano anche le ami­cizie di ValeANA, quella casuale e poi cer­cata con Marika, quella di amore e odio con Markus, ragazzo aus­tri­aco malato di un tumore al seno e quella online e poi real­iz­zata con Char­lotte; sem­pre in bil­ico fra ami­cizia vera e un più esile avere in comune il male, il dolore e una certa insana vocazione al mar­tirio. C’è quindi, senza invadenza, il mondo di Inter­net, dei blog e dei siti pro-Ana, affol­lato di gio­vani anime nude “non ancora pronte per morire” e una visione del corpo e della pro­pria dimen­sione umana che fa della figura di Cristo una sorta di levi­gato fet­ic­cio a cui appigliarsi “per­ché è un uomo solo e per­ché è magro”. Anche il finale del romanzo, è una vera e pro­pria dichiarazione su ValeANA e sul suo essere, una sorta di con­traltare alle con­sid­er­azioni sul mondo, sul dolore e sulle apparenze che spesso lei fa nel corso della sto­ria. La coda del romanzo dunque accel­era, cen­trifuga anche un poco con­fusa, come i sen­ti­menti di ValeANA. E pro­prio nel finale, che muove da una tele­fonata della madre in qualche modo pre­vista e preved­i­bile, questa bru­ciante sto­ria, questo sguardo lenti­co­lare sulla famiglia, trova la sua appar­ente via di fuga, in una con­clu­sione aperta, vision­aria, che si tinge di mis­tero e di ver­ità, di inqui­etu­dine e di un sen­ti­mento, final­mente vivo. Vivo, nonos­tante quod me nutrit me destruit.

Note biogra­fiche

Mar­tita Fardin è nata a Como, dove vive. Ha col­lab­o­rato per vari anni con riv­iste car­tacee e un por­tale inter­net. Il suo blog è: http://goodnightmoon.splinder.com

Note edi­to­ri­ali
Elliot 2009 (Heroes)
pp. 117
€ 12,50
ISBN: 978–88-6192–075-0

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ValeANA – Mar­tita Fardin, 3.0 out of 5 based on 1 rating
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09

06 2009

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