Gli ultimi occhi di mia madre – Patrizia Patelli
Spesso si protesta: «Uno scrittore dovrebbe scrivere sempre perché ha qualcosa da dire». In verità, la protesta potrebbe essere molto più radicale di così. Si potrebbe dire: «Uno scrittore dovrebbe scrivere sempre perché ha da dirci la cosa definitiva». Perché sia tale, uno scrittore non dovrebbe mai limitarsi ad arricchire una conversazione, un dibattito, ad aggiungere semplicemente qualcosa: dovrebbe invece ammazzarla una conversazione, soffocarlo un dibattito, dire quella cosa che subito fulmineamente esaurisce l’argomento e rende inutile ogni altro intervento.
Ecco, leggendo Gli ultimi occhi di mia madre di Patrizia Patelli si ha davvero l’impressione di essere davanti a un libro definitivo. Se il lettore di questa recensione decidesse veramente di spendere i suoi quindici euro per leggere questo libro, sia avvertito che dopo guarderà in maniera molto differente la letteratura. In questo romanzo di centosessanta pagine l’autrice ci parla della morte di sua madre. Nel libro non troverete una prosa esplosiva.
Non troverete una trama articolata. Una struttura solida. Troverete, invece, un libro semplice semplice che eppure dà l’impressione di prendere da solo tutti i libri che avete letto fino a oggi e farli sembrare inutili, sciocchi, banali giochini e passatempi. Insomma nel libro di Patrizia Patelli troverete la letteratura al massimo delle sue possibilità: letteratura nuda e cruda che nemmeno è letteratura. C’è un particolare che riguarda la biografia dell’autrice che forse vale la pena ingrandire.
Patrizia Patelli è nata nel 1974. Dal 2000 al 2002 si è diplomata alla Scuola Holden di Alessandro Baricco. Gli ultimi occhi di mia madre è la prima opera di narrativa che Patrizia è riuscita a pubblicare. Stando a questi pochi dati sembra abbastanza plausibile immaginare che Patrizia abbia scritto altri romanzi o racconti prima di questo. Lavorando di fantasia si può immaginare che la giovane Patrizia abbia scritto romanzi di fantascienza, romanzi rosa, romanzi gialli. Lavorando di fantasia si può immaginare che Patrizia abbia passato come ogni aspirante scrittore a cercare un suo stile, una storia da raccontare, una sua voce. E forse proprio questo la casa editrice Sironi vuole suggerire con questa pubblicazione: che tutto quell’esercizio, tutte quelle storie, tutte quelle parole non sono passate invano; che tutta quella scrittura e quell’esercizio è servito a fornire le parole adatte a mostrare i sentimenti veri in uno dei momenti più importanti e decisivi della vita di ogni uomo e di ogni donna. Sono servite a espellere, almeno in parte, il dolore. A farlo diventare una cosa e non più soltanto un’ombra, un fantasma di cui non si sa come parlare, che parole usare, che cosa dire. Gli ultimi occhi di mia madre dimostra l’utilità della letteratura.
Nota biografica
Patrizia Patelli è nata a Cuorgnè, in provincia di Torino, nel 1974. Vive a Verona. Gli ultimi occhi di mia madre è il suo primo romanzo.
Nota editoriale
Sironi 2009 (Indicativo presente)
pp. 160
€ 15,00
ISBN: 978–88-518‑0121-2
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