Un Due Tre Stella – Benedetta Palmieri

Un Due Tre Stella è un fine esor­dio, pic­colo affresco di quat­tro des­tini fem­minili che somigliano piut­tosto a mul­ti­pli ritratti della stessa donna. I quat­tro rac­conti che com­pon­gono il libro, con­fezion­ato con buona cura, si aprono con “Un”, sceneg­giatura inte­ri­ore di una gio­vane la cui fan­ta­sia dà voce e sto­rie ai volti che incontra.

Due”, rif­les­sione sulla cop­pia, fotografa il tradi­mento da un punto di vista meno con­sueto, pre­scindendo dal senso di colpa e son­dando anzi la percezione della con­quista e della leg­gerezza. Con “Tre” la Palmieri riflette sul legame dell’amicizia, finendo tal­volta nelle sab­bie mobili del déjà-vu con­tenutis­tico, ma con un mon­tag­gio alter­nato sem­pre costru­ito con equilibrio.

Stella” chi­ude il cer­chio, con la pro­tag­o­nista che passeg­giando per le vie di una Napoli dagli anfratti pieni di sor­p­rese, sco­pre in questo angolo di mondo il suo riparo, la sua pace. Più che una rac­colta di rac­conti, Un Due Tre Stella si pre­senta dunque come una vari­azione sul tema, una mod­u­lazione di toni che ritrae il fem­minino nelle sue pieghe emo­tive, sem­pre frag­ili ma mai scontate.

A tenere insieme le sto­rie, il tema dell’amore, nell’accezione di unione con l’Altro, intima con­di­vi­sione della pro­pria vicenda con quella col­let­tiva. La bre­vi­tas gioca a favore della nar­razione, che diver­sa­mente risul­terebbe claus­tro­fo­bica, pun­tel­lata com’è di rif­les­sioni e inter­rog­a­tivi anche sul più pic­colo degli avven­i­menti. Sem­bra che la Palmieri abbia voluto seguire con una lente di ingrandi­mento i per­corsi men­tali delle sue pro­tag­o­niste, sca­v­ando sem­pre più a fondo e reg­is­trando ogni min­ima meta­mor­fosi del pen­siero umano, in un monol­ogo inte­ri­ore senza soluzione di con­ti­nu­ità. E i per­son­aggi maschili appaiono tal­volta ausil­iari a questa final­ità; spec­chi su cui rim­balzano le sug­ges­tioni delle donne, in un calei­do­sco­pio di umori e rem­i­nis­cenze. Nei dialoghi inoltre sta il punto di forza della rac­colta, costru­ita quasi intera­mente da botta e risposta che sanno resti­tuire corpo e sangue alla voce dei per­son­aggi. Come nella filas­trocca che dà il titolo al libro, il let­tore è trasci­nato mano nella mano den­tro quat­tro des­tini, par­a­dig­matici di un mondo fem­minile nutrito di domande, paure, para­noie e intu­izioni, e come in un gioco, le voci delle pro­tag­o­niste can­tano il mondo, por­tan­dolo den­tro. «Fissò il bar­bone così tanto da non ved­erlo quasi più, da sen­tirlo den­tro. Era come se si con­sumasse pian piano, come se la morte la pren­desse dal cervello, le fosse indotta dall’immaginazione. Sentì odore di terra bag­nata e di fiori umidi».

Nota biografica
Benedetta Palmieri, è nata a Napoli, dove vive e lavora. Ha col­lab­o­rato con Il Mat­tino, con poetastri.com e con la riv­ista L’Isola.

Nota edi­to­ri­ale
Tul­lio Pironti Edi­tore 2009
pp. 88
€ 10,00
ISBN: 88–7937-455–9

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Sara Trabalzi

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08 2009

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