Prima che sia giorno — Giulio Messina
«Tua nonna sta morendo, verrai a vederla?». Comincia così il romanzo d’esordio di Giulio Messina, con una domanda, una perentoria mozione dei sentimenti.
L’io narrante è un diciannovenne della Roma bene che rimane anonimo per tutto corso del romanzo. Racconta un’estate che ha inizio tra le vie e i locali romani e si conclude poi tragicamente in Portogallo, dopo aver attraversato la Spagna. Insieme a lui, un piccolo gruppo di amici, tra i quali emerge la figura di Joseph, il suo migliore amico forse, e al quale è legato a filo doppio da un ambiguo sentimento di amore e odio.
Il protagonista attraversa le emozioni umane, le sente spesso vicinissime, senza che mai però queste riescano a riguardarlo o a colpirlo. È perennemente estraneo alla vita, inadatto ad agire, come separato dal mondo da qualche centimetro di vuoto formatosi intorno a lui. La sua routine costellata di strisce di coca, canne, alcool, scopate, inutili viaggi e azioni distruttive, si dissolve prima che sia giorno, e anche l’azione apparentemente più naturale, come quella di andare a rivedere la nonna un’ultima volta prima che questa muoia, si rivela un ostacolo insormontabile. E il più banale degli avvenimenti diventa allora il pretesto per farlo rinunciare al suo proposito.
Messina costruisce il suo romanzo sul modello neanche troppo implicito di Meno di zero di Bret Easton Ellis, con una scrittura marcatamente paratattica, spesso calibrata, che però perde ritmo nella parte conclusiva del racconto e sembra implodere distratta nel finale sospeso, dove un «pezzo di intonaco si stacca, un vetro va in frantumi giù in strada, la luce azzurra sfiora il volto della ragazza e mi coglie di sorpresa». Buon esordio, dunque, quello di Giulio Messina, sebbene ancora alla ricerca di una voce davvero personale, ma giovane com’è, ne avrà tempo e modo.
Giulio Messina (1987), nato a Caserta, vive da sempre a Roma, dove studia lingue e letterature straniere all’università La Sapienza. Prima che sia giorno, che ha vinto il Premio Palazzo al Bosco per l’inedito, è il suo primo romanzo.
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