Lo stagno delle gambusie, di Enrico Unterholzner

Geremia è un infor­matico d’azienda cinquan­tenne; scrupoloso, ordi­nato, ogni giorno pun­tuale e di poche parole. Odia le chi­ac­chiere vol­gari dei suoi col­leghi, gli spec­chi – che riflet­tono i cento sette chili del suo goffo corpo –, i gatti, e le mamme impic­cione; una in par­ti­co­lare: la sua, che anche ora che non c’è più lo osses­siona con la eco delle sue parole a ripeter­gli che «lui non era nient’altro che un disadattato».

La vita di Geremia è come lo stagno delle gam­busie. All’apparenza una pozza d’acqua insignif­i­cante, ma se poi ci si china a guardarla bene den­tro, un micro­cosmo auto­suf­fi­ciente, dove il piccolo-grande pro­tag­o­nista che lo anima è ben attento a rip­ulire ogni cosa da veleni e inva­sori esterni.

L’appartamento del pro­tag­o­nista, che in questo suo habi­tat nat­u­rale si trasforma in un sen­si­bile cer­i­moniere di nome Parmio, muta allora in un mondo dove le stanze diven­tano il perimetro dell’esistenza, e il tempo è una dimen­sione intima scan­dita solo dal suc­ced­ersi di una serie di mis­te­riosi riti domes­tici dai nomi fan­ta­siosi (CORRIDOIATA, PERLUSTRATA, SCIVOLAMAMMA, PENZOLASOLDATO, SPARGICOCCOLA) e respon­s­abili diretti degli umori e dell’andamento della vita di Geremia e non sola­mente della sua. Dopo ben 50 pagine infatti rius­ciremo final­mente a sco­prire che le sue due insep­a­ra­bili com­pagne di vita, Sil­fan­tea e Pamella, altro non sono che una zuc­cheriera e una trot­tola, las­ci­ategli in ered­ità dall’amata zia.

Un esor­dio decisa­mente sin­go­lare quello del padovano Unter­holzner, con un romanzo breve dai toni meno sur­re­ali di quanto possa apparire, a metà fra la fiaba e la parabola, e risolto con un rius­cito finale aperto. Le parole fluis­cono con grande nat­u­ralezza e l’intera architet­tura del testo è costru­ita con solido tal­ento, con un senso della misura che quasi mai (ad eccezione forse dell’episodio del bacio sen­suale fra Parmio e Pamella) da al let­tore la sen­sazione di trovarsi sotto gli occhi una frag­ile invenzione.

Enrico Unter­holzner vive e lavora a Padova. È lau­re­ato in Ingeg­ne­ria Mec­ca­nica e si occupa di for­mazione pro­fes­sion­ale. Lo stagno delle gam­busie è il suo primo romanzo.

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Lo stagno delle gam­busie, di Enrico Unter­holzner, 3.0 out of 5 based on 5 ratings

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Alessandro De Santis

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03 2010

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