L’ombra del falco, di Pierluigi Porazzi
Tra i rifiuti di una discarica in una cittadina del nordest friulano viene ritrovato il cadavere di una ragazza. Comincia così L’ombra del falco, thriller d’esordio di Pierluigi Porazzi. Sin dalle prime righe su ogni cosa, dalle parole fino alle persone, si allunga l’ombra terrificante di un serial killer, il Teschio, che sceglie le sue vittime fra le ragazze della zona, a caccia di corpi come un predatore, ma anche sfuggente come un camaleonte, capace di modificare il suo modus operandi a seconda dei casi di cronaca nera del momento.
Ogni sua azione è una sfida all’ex agente della polizia Alex Nero: vuole metterlo alla prova, dimostrarne la caratura e al tempo stesso ridicolizzarlo, ridurlo a una pedina, eliminarlo. A ogni omicidio, il killer fa seguire una lettera e un dvd dei suoi nuovi crimini, indirizzati appunto a Nero. Ha scelto proprio lui perché un poliziotto problematico, con qualche scheletro nell’armadio e che ha perso sua moglie e sua figlia proprio per mano di un altro serial killer del luogo, il Becchino.
Tutto intorno un mondo equivoco, dove nulla è come sembra, una tana deforme di politici corrotti, medici senza scrupoli, ragazze facili, poliziotti collusi e professionisti borghesi malati di noia.
Porazzi racconta la sua storia con una scrittura semplice e controllata, attenta soprattutto ai meccanismi della trama, della suspence, dell’induzione all’orrore, e attinge a piene mani agli stereotipi del genere. Il lettore resta così incollato alla storia, inghiottito dai meccanismi ad incastro di una trama che lascia l’amarezza finale per un male insondabile che è di fatto dentro ognuno di noi.
Pierluigi Porazzi, laureato in giurisprudenza e giornalista pubblicista, scrive recensioni cinematografiche. Suoi racconti sono apparsi su riviste letterarie e in varie antologie, nonché nella raccolta La sindrome dello scorpione (Campanotto, 1998). Fa parte del progetto Sugarpulp. L’ombra del falco è il suo primo romanzo.
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