Non dire madre, di Dora Albanese

Prova d’esordio della gio­vanis­sima Dora Albanese, Non dire madre è anz­i­tutto un’antologia di rac­conti, e pun­tu­al­iz­zarlo non è ozioso, tanto è dif­fi­cile, in prima bat­tuta come a fine let­tura, resistere alla soluzione di trattare la rac­colta come un romanzo omo­ge­neo, le sue sto­rie come una sola vicenda. Ad avvi­cen­darsi lungo i para­grafi sono le vite di donne dis­sim­ili, ann­o­date tutte però alla con­di­visa espe­rienza della mater­nità, tema por­tante di cui le pro­tag­o­niste rap­p­re­sen­tano cias­cuna una pro­pria dec­li­nazione, l’una com­ple­mentare alle altre.

Molte inter­preti per un’unica voce che non sem­bra lim­i­tarsi a nar­rare, ma vive e s’impossessa d’ogni vicenda, come se si trat­tasse, in effetti, di una sola protagonista.

Dietro un’amarezza mono­lit­ica, che alla sot­tile spec­u­lazione sul dolore preferisce il rac­conto diretto del vis­suto, la sua nuda, trag­ica e perfino scon­ve­niente verità.

Anche gli sfondi geografici paiono assim­i­l­abili ad un unico ter­ri­to­rio di viag­gio: dalla Luca­nia e da Mat­era fino a Roma; prima come radica­mento irri­me­di­a­bile, quasi una con­danna; poi come flusso migra­to­rio, inutile e dis­il­luso ten­ta­tivo di fuga, che è pure altro tema nodale dell’opera.

L’unitarietà dell’opera resiste all’anagrafica delle pro­tag­o­niste, come anche ai balzi tra le epoche, dal primo dopoguerra ad oggi, o a quelli cul­tur­ali e sociali, dalla mis­e­ria con­tad­ina alla medi­oc­rità borgh­ese, riducendo ogni dif­ferenza all’impossibilità di aut­en­tici lieti fini.

Nonos­tante questo, non par­lerei di resa, di scon­fitta. Piut­tosto par­lerei di affer­mazioni decise, prese d’atto, che assumono val­ore di ver­ità pure se scon­solanti, tragiche e dolorose.

Le pagine di Dora Albanese sono tes­ti­mo­ni­anza, mate­ria cruda e lirismo, in bil­ico fra la sem­plic­ità di uno stile acerbo, ma aut­en­tico, e l’omaggio alla tradizione orale, nel ten­ta­tivo di pro­porre, entro gli stret­tis­simi mar­gini di una breve antolo­gia, una pic­cola ma poderosa epopea femminile.

Dora Albanese è nata nel 1985 a Mat­era, e dal 2004 vive a Roma. Alcuni suoi rac­conti sono stati pub­bli­cati su riv­iste e quo­tid­i­ani. Non dire madre è il suo primo libro.

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Paolo Grassi

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04 2010

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