Remo contro, di Enzo Gianmaria Napolillo
A quasi trent’anni Remo sembra essere insoddisfatto di tutto: la città dove vive – una Milano fredda e inospitale – la sua vita, la famiglia, l’ufficio, la sua ordinaria relazione con Lara. L’età adulta con le sue responsabilità sembra volerlo costringere a scelte obbligate, mentre lui vorrebbe poter cominciare a vivere davvero, a remare contro, a rischiare in prima persona per non perdersi nell’anonimato della corrente.
Remo non è più e non è ancora, sceglie la sicurezza ma la sente come un cappio. La sua vicenda e le sue angosce intercettano bene il malessere dei trentenni di oggi, adolescenti già vecchi, prodotti di una società che li vuole sempre giovani ma inquadrati, anche nell’ovvietà del loro vittimismo che non vede o non vuole vedere vie d’uscita.
Napolillo con Remo contro racconta dunque una storia intima e lancinante che è sostanzialmente un romanzo di formazione sulla fatica di diventare adulti. Una parabola spietata e non retorica, che sa evitare la ripetitività alternando diversi punti di vista con squarci di inaspettato lirismo.
Un esordio che lascia quindi ben sperare, e che cerca di raccontare al meglio una vita come tante in questi nostri anni zero, la voce sbilenca di una generazione da non invidiare neanche un po’.
Enzo Gianmaria Napolillo è nato nel 1977 e vive a Saronno. Remo contro è il suo primo romanzo.
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