Il libro nero del mondo — Gabriele Dadati
Gabriele (come già nell’ultimo libro di Demetrio Paolin il protagonista sembra voler rimandare all’autore) è un regista televisivo impegnato sul set della sua prima produzione cinematografica: un film sul cannibalismo le cui riprese vengono interrotte dalla sparizione dell’attore principale, e finisce così per ritrovarsi, prima sulle tracce, e poi direttamente coinvolto, nelle azioni di un serial killer, un maniaco dalle fantasie mistico-apocalittiche.
Una storia apparentemente lineare, con le venature di un giallo, si fa pagina dopo pagina piccolo romanzo metafisico. Attraverso un cammino che ripercorre i tre luoghi della commedia dantesca ma con un ordine diverso (purgatorio, inferno e infine paradiso), per mezzo di una singolare polifonia di voci e di sguardi che interroga il lettore e lo intrattiene al tempo stesso, Dadati declina i molteplici fraintendimenti dell’amore.
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Rumeni
Il libro d’esordio di Matteo Righetto, sin dalla sua veste grafica e dalle sue dimensioni si presenta come un’opera agile, definita e compatta. E primizia di quel movimento tutto italiano e autodefinitosi Sugarpulp, di cui Righetto è uno dei creatori. Affondare le proprie radici nella natura fiera e selvaggia del Nordest, una terra epica, per certi aspetti ancora arcaica, e che tuttavia ha saputo assecondare i processi di una modernizzazione necessaria e perseguita, talora, anche impietosamente.