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	<title>luminol.it &#187; destino</title>
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		<title>Sulla breccia – Caterina Falconi</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 17:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Trabalzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[destino]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://2.bp.blogspot.com/_6JMaL4inO3k/SfH2_15joQI/AAAAAAAAIFc/IRnTEi9Q7TI/s400/Sulla+breccia_Fernadel.jpg" alt="" width="282" height="400" />Lei, lui, l’altro. Un intreccio antico come il mondo, eppure in questo valido esordio Caterina Falconi riesce a tessere una storia che tiene il lettore stretto alle pagine sin dal fortunato incipit: «Silvia abitava in una cittadina antica che aderiva come una cuffia alla cima di una collina tondeggiante». La incontriamo subito Silvia, e in un attimo comprendiamo il suo sacrificato destino: nata in una famiglia attenta solo alla superficie, si affaccia alla vita con azioni maldestre e decisioni confuse che la porteranno a scegliere un’esistenza accanto a Marco, un uomo che non ama e che mortifica i suoi entusiasmi.</p>
<p>Unica via d’uscita Angelo, il solo ad avvertire la sua stessa nausea per quel paese claustrofobico e addormentato; ma dopo un primo slancio Silvia rinuncerà ai suoi sentimenti e si condannerà a una disgraziata sopravvivenza.</p>
<p>Sulla breccia non è soltanto una storia d’amore, è un romanzo di formazione, perché la protagonista percorre con dolore una strada che la porterà a prendere coscienza di sé, passando dallo strazio all’anestesia dei sentimenti, attraverso la concessione del proprio corpo a chiunque ne voglia banchettare, in un vortice di annullamento che si conclude con una riemersione felice.</p>
<p><span id="more-51"></span>Accanto a Silvia personaggi solitari, ognuno chiuso a chiave nel proprio fatale ruolo: Cinzia, l’amica facile, (per essere vincente come lei, Silvia gioca a fare la donna con Marco), Liala, la compagna di Angelo, assopita in un’esistenza dai giorni sempre uguali; Marco, limitato all’unico desiderio di guadagnare una posizione sociale rispettabile e infine Angelo, figura speculare a Silvia, giovane insicuro e dannato (meno riuscito della protagonista), che come Silvia sceglie il certo per l’incerto e si castiga a una vita sempre sospesa. Il personaggio con cui la Falconi dà particolare prova della sua ottima penna è Roberto, la cui vicenda si inserisce nel testo come un cammeo a sé stante, una storia nella storia di grande efficacia letteraria e in cui si può riconoscere forse il vero alter ego della protagonista. Roberto è «un angelo stropicciato e inconsapevole», il ragazzo perduto figlio di perduti, che sceglie la droga come unica compagna, diventando il boia di se stesso. Roberto «si infila nelle case», larva in cerca di sonno, fantasma nei cui occhi Silvia ritrova la propria dannazione ed è in questo specchio di pena che forse comprende la necessità della salvezza. Nella notte di Ognissanti, in un delirio fatto di alcol e perdizione, Silvia conclude la propria caduta, in un viaggio che l’autrice lascia indefinito tra sogno e rivelazione. Una discesa agli inferi di memoria dantesca, in cui la protagonista viene trascinata dall’amica Cinzia e da Roberto ormai defunti, e nell’aldilà ora capaci di vedere la strada che porta alla liberazione. Sulla breccia dunque è un romanzo, che pur non esente da formule stereotipate, vanta una scrittura felice e spesso capace di fendere l’animo dei personaggi e concederlo al lettore.</p>
<p><strong>Caterina Falconi</strong></p>
<p><strong>Sulla breccia</strong><br />
Fernandel 2009<br />
pp. 120<br />
€ 12,00<br />
ISBN: 88–9586-506–5</p>
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		<title>Un Due Tre Stella – Benedetta Palmieri</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 17:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Trabalzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[destino]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Due Tre Stella è un fine esordio, piccolo affresco di quattro destini femminili che somigliano piuttosto a multipli ritratti della stessa donna. I quattro racconti che compongono il libro, confezionato con buona cura, si aprono con “Un”, sceneggiatura interiore di una giovane la cui fantasia dà voce e storie ai volti che incontra. “Due”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.deastore.com/covers/978/887/937/batch3/9788879374552.jpg" alt="" width="200" height="297" /><a href="http://www.tulliopironti.it/p_autori.htm">Un Due Tre Stella</a> è un fine esordio, piccolo affresco di quattro destini femminili che somigliano piuttosto a multipli ritratti della stessa donna. I quattro racconti che compongono il libro, confezionato con buona cura, si aprono con “Un”, sceneggiatura interiore di una giovane la cui fantasia dà voce e storie ai volti che incontra.</p>
<p>“Due”, riflessione sulla coppia, fotografa il tradimento da un punto di vista meno consueto, prescindendo dal senso di colpa e sondando anzi la percezione della conquista e della leggerezza. Con “Tre” la Palmieri riflette sul legame dell’amicizia, finendo talvolta nelle sabbie mobili del déjà-vu contenutistico, ma con un montaggio alternato sempre costruito con equilibrio.</p>
<p>“Stella” chiude il cerchio, con la protagonista che passeggiando per le vie di una Napoli dagli anfratti pieni di sorprese, scopre in questo angolo di mondo il suo riparo, la sua pace. Più che una raccolta di racconti, Un Due Tre Stella si presenta dunque come una variazione sul tema, una modulazione di toni che ritrae il femminino nelle sue pieghe emotive, sempre fragili ma mai scontate.</p>
<p><span id="more-49"></span>A tenere insieme le storie, il tema dell’amore, nell’accezione di unione con l’Altro, intima condivisione della propria vicenda con quella collettiva. La brevitas gioca a favore della narrazione, che diversamente risulterebbe claustrofobica, puntellata com’è di riflessioni e interrogativi anche sul più piccolo degli avvenimenti. Sembra che la Palmieri abbia voluto seguire con una lente di ingrandimento i percorsi mentali delle sue protagoniste, scavando sempre più a fondo e registrando ogni minima metamorfosi del pensiero umano, in un monologo interiore senza soluzione di continuità. E i personaggi maschili appaiono talvolta ausiliari a questa finalità; specchi su cui rimbalzano le suggestioni delle donne, in un caleidoscopio di umori e reminiscenze. Nei dialoghi inoltre sta il punto di forza della raccolta, costruita quasi interamente da botta e risposta che sanno restituire corpo e sangue alla voce dei personaggi. Come nella filastrocca che dà il titolo al libro, il lettore è trascinato mano nella mano dentro quattro destini, paradigmatici di un mondo femminile nutrito di domande, paure, paranoie e intuizioni, e come in un gioco, le voci delle protagoniste cantano il mondo, portandolo dentro. «Fissò il barbone così tanto da non vederlo quasi più, da sentirlo dentro. Era come se si consumasse pian piano, come se la morte la prendesse dal cervello, le fosse indotta dall’immaginazione. Sentì odore di terra bagnata e di fiori umidi».</p>
<p><strong>Nota biografica</strong><br />
Benedetta Palmieri, è nata a Napoli, dove vive e lavora. Ha collaborato con Il Mattino, con poetastri.com e con la rivista L’Isola.</p>
<p><strong>Nota editoriale</strong><br />
Tullio Pironti Editore 2009<br />
pp. 88<br />
€ 10,00<br />
ISBN: 88–7937-455–9</p>
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