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	<title>luminol.it &#187; donne</title>
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		<title>Un Due Tre Stella – Benedetta Palmieri</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 17:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Trabalzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensione]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.deastore.com/covers/978/887/937/batch3/9788879374552.jpg" alt="" width="200" height="297" /><a href="http://www.tulliopironti.it/p_autori.htm">Un Due Tre Stella</a> è un fine esordio, piccolo affresco di quattro destini femminili che somigliano piuttosto a multipli ritratti della stessa donna. I quattro racconti che compongono il libro, confezionato con buona cura, si aprono con “Un”, sceneggiatura interiore di una giovane la cui fantasia dà voce e storie ai volti che incontra.</p>
<p>“Due”, riflessione sulla coppia, fotografa il tradimento da un punto di vista meno consueto, prescindendo dal senso di colpa e sondando anzi la percezione della conquista e della leggerezza. Con “Tre” la Palmieri riflette sul legame dell’amicizia, finendo talvolta nelle sabbie mobili del déjà-vu contenutistico, ma con un montaggio alternato sempre costruito con equilibrio.</p>
<p>“Stella” chiude il cerchio, con la protagonista che passeggiando per le vie di una Napoli dagli anfratti pieni di sorprese, scopre in questo angolo di mondo il suo riparo, la sua pace. Più che una raccolta di racconti, Un Due Tre Stella si presenta dunque come una variazione sul tema, una modulazione di toni che ritrae il femminino nelle sue pieghe emotive, sempre fragili ma mai scontate.</p>
<p><span id="more-49"></span>A tenere insieme le storie, il tema dell’amore, nell’accezione di unione con l’Altro, intima condivisione della propria vicenda con quella collettiva. La brevitas gioca a favore della narrazione, che diversamente risulterebbe claustrofobica, puntellata com’è di riflessioni e interrogativi anche sul più piccolo degli avvenimenti. Sembra che la Palmieri abbia voluto seguire con una lente di ingrandimento i percorsi mentali delle sue protagoniste, scavando sempre più a fondo e registrando ogni minima metamorfosi del pensiero umano, in un monologo interiore senza soluzione di continuità. E i personaggi maschili appaiono talvolta ausiliari a questa finalità; specchi su cui rimbalzano le suggestioni delle donne, in un caleidoscopio di umori e reminiscenze. Nei dialoghi inoltre sta il punto di forza della raccolta, costruita quasi interamente da botta e risposta che sanno restituire corpo e sangue alla voce dei personaggi. Come nella filastrocca che dà il titolo al libro, il lettore è trascinato mano nella mano dentro quattro destini, paradigmatici di un mondo femminile nutrito di domande, paure, paranoie e intuizioni, e come in un gioco, le voci delle protagoniste cantano il mondo, portandolo dentro. «Fissò il barbone così tanto da non vederlo quasi più, da sentirlo dentro. Era come se si consumasse pian piano, come se la morte la prendesse dal cervello, le fosse indotta dall’immaginazione. Sentì odore di terra bagnata e di fiori umidi».</p>
<p><strong>Nota biografica</strong><br />
Benedetta Palmieri, è nata a Napoli, dove vive e lavora. Ha collaborato con Il Mattino, con poetastri.com e con la rivista L’Isola.</p>
<p><strong>Nota editoriale</strong><br />
Tullio Pironti Editore 2009<br />
pp. 88<br />
€ 10,00<br />
ISBN: 88–7937-455–9</p>
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