Posts Tagged ‘figli’

Il letto di formiche – Donato Dallavalle

Le formiche esplo­rano, si fanno strada nel tempo e nei muri, indi­cano sen­tieri, sco­prono seg­reti incon­fes­sati, mas­ti­cano cadav­eri, con­sumano anni e chilometri: non rimane che seguirle, «por­tano sem­pre in posti inter­es­santi». Ex ter­ror­ista di sec­ondo piano – il solo mem­bro del fatis­cente gruppo Puma 08 ad essere finito in galera –, Emilio sconta la pena per un rapi­mento politico di ris­i­bile conto, ter­mi­nato tut­tavia in trage­dia. Detenuto adesso in semi lib­ertà, operaio in fab­brica di giorno e carcer­ato di notte, ottiene un per­me­sso per far visita alla cog­nata Anna e dare l’addio al fratello Angelo – ex com­pagno di lotta – morto in cir­costanze ancora non chiare.

Ad accom­pa­g­narlo nel viag­gio, come negli anni di carcere, nel sonno e nella veg­lia, è il ricordo vivido della nipote Lucia (figlia di Angelo e Anna) e del loro rap­porto mor­boso, quando ancora era una bam­bina, in bil­ico tra la sto­ria d’amore proibita e la pura osses­sione. Iso­lata in quello che prima era il rifu­gio del loro gruppo, poi ris­torante e ormai sola dimora deca­dente, in una cam­pagna dove i tedeschi davano la cac­cia ai par­ti­giani, Anna lo aspetta per prepararlo a ver­ità che cam­bier­anno più volte, e cui Emilio darà poco a poco un sig­ni­fi­cato, sca­v­ando nella terra, nella memo­ria e nelle vis­cere di car­casse ancora fres­che, ten­tando di scon­tare ad un tempo più pene, come in un delirio.

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09 2009

Tu che te ne andrai ovunque – Ilaria Rossetti

Citazione del verso con­clu­sivo di À une rai­son di Rim­baud, Tu che te ne andrai ovunque è la for­mula dom­i­nante del romanzo d’esordio di Ilaria Ros­setti, denom­i­na­tore comune dei per­son­aggi, leit­mo­tiv a base di abban­doni e dis­tac­chi, in derive inces­san­te­mente trau­matiche che pon­gono al cen­tro il rap­porto tra padri e figli. Svilup­pato nell’arco di un’unica gior­nata milanese, in un mag­gio diafano e insoli­ta­mente afoso, tre voci rac­con­tano la pro­pria sto­ria, men­tre ognuna s’intreccia con l’altra. Nico è scon­tato pro­fes­sore liceale di ital­iano, dis­il­luso, ina­datto, aggiogato al ricordo del padre (mis­te­riosa­mente scom­parso anni prima) e con­dan­nato a scon­tare un ran­core d’infanzia mai risolto; sua sorella Eva, vio­lin­ista per mat­ri­moni, stende una lunga let­tera per l’uomo che ama, nel ten­ta­tivo estremo di ricom­in­ciare una vita insieme, nonos­tante tutto; Argo, ven­di­tore porta a porta insod­dis­fatto, anche lui seg­nato da un pas­sato doloroso, saltu­ar­i­a­mente sos­ti­tu­isce il prete della chiesa di quartiere per arro­ton­dare di cento euro al mese, dietro men­tite spoglie che si esten­dono ben oltre la finta tonaca, in una vita intera­mente di rif­lesso, mai davvero sua.

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20

04 2009