Posts Tagged ‘romanzo’

Non è successo niente — Giuseppe Aloe

Liq­uidare un libro sec­ondo il genere è la sma­nia fre­quente del recen­sore, quasi un istinto omi­cida. E irre­sistibile, almeno prima facie, è la ten­tazione d’incollare al romanzo di Giuseppe Aloe l’etichetta di giallo psi­co­logico e accontentarsene.

Pro­tag­o­nista della sto­ria è l’ex diret­tore di un isti­tuto di igiene men­tale, ottan­tenne in pen­sione richiam­ato a col­lab­o­rare per un caso urgente: l’improvvisa strage di sei pazi­enti (e un gatto) fra le mura dove ha lavo­rato per vent’anni. Si avviano così due piste d’indagine dis­tinte. Quella uffi­ciale, razionale e pro­ba­to­ria, affi­data a un com­mis­sario che fa i conti col ter­reno sdruc­ci­olev­ole della fol­lia. L’altra invece con­dotta dal vec­chio medico, come un’ermeneutica dei segni, del delirio e delle psi­cosi, lo porta a ridestare i demoni del pro­prio pas­sato e a ricer­care nelle pagine di Per­rault l’insospettabile man­dante del delitto. Un giallo psi­co­logico, appunto.

Leggi tutto “Non è suc­cesso niente — Giuseppe Aloe”

GD Star Rat­ing
load­ing…

28

01 2010

Gli ultimi occhi di mia madre – Patrizia Patelli

Spesso si protesta: «Uno scrit­tore dovrebbe scri­vere sem­pre per­ché ha qual­cosa da dire». In ver­ità, la protesta potrebbe essere molto più rad­i­cale di così. Si potrebbe dire: «Uno scrit­tore dovrebbe scri­vere sem­pre per­ché ha da dirci la cosa defin­i­tiva». Per­ché sia tale, uno scrit­tore non dovrebbe mai lim­i­tarsi ad arric­chire una con­ver­sazione, un dibat­tito, ad aggiun­gere sem­plice­mente qual­cosa: dovrebbe invece ammaz­zarla una con­ver­sazione, sof­fo­carlo un dibat­tito, dire quella cosa che subito ful­minea­mente esaurisce l’argomento e rende inutile ogni altro intervento.

Ecco, leggendo Gli ultimi occhi di mia madre di Patrizia Patelli si ha davvero l’impressione di essere davanti a un libro defin­i­tivo. Se il let­tore di questa recen­sione decidesse vera­mente di spendere i suoi quindici euro per leg­gere questo libro, sia avver­tito che dopo guarderà in maniera molto dif­fer­ente la let­ter­atura. In questo romanzo di cen­toses­santa pagine l’autrice ci parla della morte di sua madre. Nel libro non tro­verete una prosa esplosiva.

Leggi tutto “Gli ultimi occhi di mia madre – Patrizia Patelli”

GD Star Rat­ing
load­ing…

14

07 2009

Tu che te ne andrai ovunque – Ilaria Rossetti

Citazione del verso con­clu­sivo di À une rai­son di Rim­baud, Tu che te ne andrai ovunque è la for­mula dom­i­nante del romanzo d’esordio di Ilaria Ros­setti, denom­i­na­tore comune dei per­son­aggi, leit­mo­tiv a base di abban­doni e dis­tac­chi, in derive inces­san­te­mente trau­matiche che pon­gono al cen­tro il rap­porto tra padri e figli. Svilup­pato nell’arco di un’unica gior­nata milanese, in un mag­gio diafano e insoli­ta­mente afoso, tre voci rac­con­tano la pro­pria sto­ria, men­tre ognuna s’intreccia con l’altra. Nico è scon­tato pro­fes­sore liceale di ital­iano, dis­il­luso, ina­datto, aggiogato al ricordo del padre (mis­te­riosa­mente scom­parso anni prima) e con­dan­nato a scon­tare un ran­core d’infanzia mai risolto; sua sorella Eva, vio­lin­ista per mat­ri­moni, stende una lunga let­tera per l’uomo che ama, nel ten­ta­tivo estremo di ricom­in­ciare una vita insieme, nonos­tante tutto; Argo, ven­di­tore porta a porta insod­dis­fatto, anche lui seg­nato da un pas­sato doloroso, saltu­ar­i­a­mente sos­ti­tu­isce il prete della chiesa di quartiere per arro­ton­dare di cento euro al mese, dietro men­tite spoglie che si esten­dono ben oltre la finta tonaca, in una vita intera­mente di rif­lesso, mai davvero sua.

Leggi tutto “Tu che te ne andrai ovunque – Ilaria Rossetti”

GD Star Rat­ing
load­ing…

20

04 2009