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	<title>luminol.it &#187; sesso</title>
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		<title>Splendido Splendente – Ivan Guerrerio</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 16:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Nicosia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Camogli. Estate 1978. Una ragazza mozzafiato esce dall’acqua e cammina fra i bagnanti. Intorno a lei un paesaggio balneare fatto di famiglie, di villeggiatura nell’Italia cattolica e popolare, che odora di cibo e pudore. Il suo ancheggiare determina lo scompiglio delle pulsioni, convoca squadre di passioni nascoste e brucianti. Lei è Anna Moana Rosa Pozzi, per tutti semplicemente Moana. In quella spiaggia c’è anche Marzio Milani, studente liceale di Milano. I due si conoscono. Fra loro pochi e furtivi rapporti sessuali, qualche tenerezza. Poi c’è Moana. Inarrestabile e disinvolta, fin da giovane, che fagocita e rigurgita tutto, lasciando su tutto il segno. Su quel ragazzo rimane una traccia indelebile. Attraverso la sua voce e i suoi occhi Ivan Guerrerio segue la vicenda pubblica della pornostar, mescolando fatti di cronaca e cultura popolare.<span id="more-37"></span> Corrono famelici gli anni Ottanta, Marzio Milani, socialista, imprenditore nel settore dei giochi di società, non perde i contatti con l’attrice, a volte si sentono per telefono, si scambiano qualche lettera. Moana si stabilisce a Roma, ma la sua carriera non decolla, solo comparse, piccoli ruoli nei film di Verdone, Risi, anche Fellini le affida un cammeo in Ginger e Fred. Poi la svolta hard. Nel 1982 nell’unico cinema di Ovada, paese natale di Moana, viene proiettato Valentina, ragazza in calore il suo primo film da protagonista. Marzio Milani è lì, per vederla. La celebrità arriva grazie all’incontro con Riccardo Schicchi, pioniere del porno in Italia. Poi la televisione, gli incontri segreti con personaggi pubblici: calciatori, attori, fino alla chiacchierata amicizia con il “Segretario” del PSI. Guerrerio scrive di un’Italia bambina, durante gli anni d’oro, nutrita a reprimende, tangenti, prediche domenicali, e televisione commmerciale. Un paese sdoppiato, con due anime inconciliabili, che lo condannano a eterno giardino provinciale. Così c’è Moana negli occhi dell’Italia intera, nei cinema porno, nelle cassette, sbranata dalla società benpensante, sfruttata dalle case di produzione di film hard, sbattuta nel mondo cannibale della politica, e Moana nelle parole di Marzio Milani, prive di giudizio, dove si conserva la nostalgia di lei ragazza. Un racconto inedito della pornostar, che mette al centro la sua voglia di amare e di essere amata, di accettare le sfide, di rimanere anche profondamente sola, sempre al contempo interprete e vittima di quella che, mutuando Pasolini, potremmo definire una “disperata vitalità”. Nel 1994, a soli 33 anni, il corpo di Moana si spegne in una clinica di recupero a Lione. Sembra incarnare il corpo voluttuoso di un paese dilaniato. Per l’Italia sono gli ultimi giorni di benessere diffuso, di spensieratezza. Con lei se ne va tutto, la Milano muscolare del narratore, l’Italia che ha smesso di essere spensierata e ciarliera e fa i conti con i suoi scheletri e suoi fantasmi. Come un diario privato, intimo, Splendido Splendente si legge d’un fiato. L’emotività è dissimulata da una scrittura piana, priva di enfasi. I periodi lunghi, senza segni di interpunzione, se si fa eccezione per i punti che chiudono ogni paragrafo, ricordano le “lasse” de Gli invisibili del concittadino Nanni Balestrini. Vincitore del Premio Calvino 2009, Splendido Splendente è un romanzo d’esordio che lascia il segno, spiazza e appassiona. E Guerrerio, classe ’63, un esordiente di cui sentiremo parlare.</p>
<p><strong>Note biografiche</strong><br />
<strong>Ivan Guerrerio</strong>, nato nel 1963, vive e lavora a Milano. Ha pubblicato il racconto Sangue per la candida neve di marzo dell’antologia Meccano, Arpanet 2004. Splendido splendente è il suo primo romanzo.</p>
<p><strong>Note editoriali</strong><br />
Agenzia X 2009<br />
pp. 112<br />
€ 12,00<br />
ISBN: 978–88-95–02926-9</p>
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