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	<title>luminol.it &#187; sonno</title>
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		<title>[THE SLEEPERS] – racconti tra sogno e veglia – AA.VV.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 16:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Nicosia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo dire che mi sono avvicinato a questa raccolta con notevoli aspettative. D’altronde quando ho letto in quarta di copertina “diciannove autori affrontano a occhi aperti il viaggio che normalmente ci vede addormentati” come avrei potuto non entusiasmarmi? In effetti è un progetto ambizioso, nato da un blog, che ha una visione obliqua, trasversale, che abbraccia una certa varietà di sfumature e di stili. Dalla lettura si evince che il sonno non è tempo perso, buttato, dimenticato, ma una soglia da varcare per entrare nel dominio di una coscienza che non perde consistenza e ne fa un luogo creativo: scandaloso perché segreto, dolce perché intimo, inesplorato e per questo pericoloso. Il libro ricalcando la struttura su basi scientifiche del sonno è diviso in due Fasi: la prima comprende i quattro stadi NREM (sonno inattivo o ortodosso) sospensione, perdita, immersione, profondità. <span id="more-35"></span>La seconda Fase comprende la fase REM (sonno attivo o paradosso) che si intermpone fra le fasi del sogno NREM e l’ultimo stadio che è lo stadio W (veglia) presenza. Anche se la disposizione dei racconti ricalca il topos letterario classico del viaggio, in questo caso dal sonno alla veglia, la scelta strutturale appare artificiosa, meglio sarebbe stato, forse, non dividerli affatto, vista la premessa che la veglia è uno stadio del sonno che rivela la ricerca di un dualismo diverso. L’impressione complessiva è che la grande varietà finisce per far perdere talvolta compattezza alla raccolta, e, in questa direzione, la scelta di qualche racconto appare un poco forzata. Questo non entra chiaramente nel merito della qualità dei racconti di cui tenterò un analisi ricognitiva post-sveglia, cercando di recuperarne le sensazioni emotive e stilistiche come fossero delle reminescenze del sogno. Uno fra i più riusciti è senza dubbio quello di Irene Chias, Fimmina Sturduta. La Chias ha una lingua che crea immagini forti, e dei personaggi credibili, con un finale che, in sole due righe, toglie il fiato. Angolo D’ombra, la storia di Sophie, ragazza uscita dal coma, che solo in sonno riesce a rivivere i momenti del giorno dell’incidente, è invece il racconto di Luca Artioli. Molta paratassi, frasi brevi, frequenti andate a capo, dialoghi scarni, una tenuta narrativa costante. Un passato di lotta politica si riaffaccia poi improvviso nella vita del protagonista del racconto di Mario Capello, La qualità del sonno, a togliergli il piacere di chiudere gli occhi. Gianluca Morozzi è ancora una volta, arguto e divertente. Mescola divertito alto e basso, immagini e registri; il suo Uno di due si legge con un sorriso costante stampato sulla faccia. In Dormono senza saperlo di Eleonora Lombardo si racconta la forzata resistenza al sonno di una veglia funebre. L’univero delle possibilità inespresse, in un paesaggio circostante che si distrugge è disegnato in Altrove di Simona Sparaco; un monologo interiore dal linguaggio ricercatamente involuto. Gabriele Dadati è dotato di una lingua raffinata. Densa di immagini, la sua scrittura a volte non è particolarmente musicale; il suo Stazione di cambio tuttavia è davvero ben scritto. Una solitudine vissuta come incapacità di liberarsi, è invece quella che vive il protagonista del racconto di Giuseppe Signorin, Senza Uscita. Il senso d’angoscia è dato da una punteggiatura frequentissima: soprattutto virgole che spezzano le frasi in gruppi di una o due parole. Qui siamo tutti svegli scritto da Ilaria l. Silvuni, una delle curatrici della raccolta, testimonia poi un rapporto morboso di due gemelli, legati dalla paura di chiudere gli occhi, di abbandonarsi al buio. La narrazione principale viene punteggiata da alcuni corsivi di consulti medici della madre dei gemelli, che forse spiegano troppo. Leggerlo senza di questi, potrebbe anche essere una prova curiosa da fare. Teso e centrato, davvero originale infine, il racconto di Misia Donati, La strategia del sonno, racconta l’azione di lotta svolta da un gruppo di anarchici, autofilmatisi, che viene inserita in una piattaforma web, con tanto di specifiche tecniche. Un ottimo modo per finire la raccolta che userò, non me ne voglia la Donati, anche per chiudere questo testo.</p>
<p><strong>Note editoriali<br />
</strong>Azimut 2008 (Ex-aggero)<br />
pp. 217<br />
€ 12,50<br />
ISBN: 978–88-60–03081-8</p>
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